
Ferdinando Scianna racconta: Sono andato via dalla Sicilia a 22 anni. Ma la Sicilia non è per me soltanto nostalgia, mare, sole, il calore del dialetto, che continua a riscaldarmi al testa. E' anche il paese della mafia, di tante ingiustizie, delle famiglie soffocanti, della follia di una superiorità gattopardesca stupida e omicida.
E' paradossale unità di misura delle contraddizioni del mondo dell'umano e del disumano. Terra di uomini intelligenti, di uomini neri che ossessivamente e incessantemente dialogano con la morte.
Malgrado i rancori e l'eccesso di amore, continuo a essere e sentirmi figlio della Sicilia: la sua lingua, il paesaggio, il volto delle persone, costituiscono il mio orizzonte, la mia coscienza, i miei occhi.
Fotografare è una maniera di vivere. Ma importante è la vita non la fotografia. Importante è raccontare. Se si parte dalla fotografia non si arriva in nessun altro posto che alla fotografia.
Continua a leggere...
Devi essere membro di blog - territorieparadossi per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network